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  marcoesposito [ il blog di Marco Esposito ]
         


7 giugno 2009

Elezioni Europee ed amministrative 2009: difendere gli argini

Queste elezioni saranno elezioni di grande sofferenza per il partito democratico. Non può che essere così visto che il segretario che doveva costruirlo questo partito ha deciso di gettare la spugna appena qualche mese fa. E quindi sono una tornata elettorale da giocare in difesa, contro il nuovo partito guidato da Silvio Berlusconi, il PdL, nato per aggreggare la maggioranza degli italiani.

E allora, così come faceva la juve del Trap o l'Italia di Bearzot, la tattica di questa tornata elettorale sarà il catenaccio. Difendere la porta nel calcio, difendere gli argini nelle elezioni.

PRIMO ARGINE: PDL E 40%

E' uno dei grandi interrogativi di queste elezioni. Il Popolo delle Libertà sfonderà la soglia del 40%? Gli ultimi sondaggi danno questa quota in pericolo, anche se c'è una corsa clandestina americana che prevede un Pdl al 45%!!!

Il Pd deve tenere il PdL sotto questa soglia, o comunque tale muro non deve essere superato di più di qualche punto percentuale. In caso contrario Berlusconi avrà vinto, avrà sfondato, e qualsiasi obiezione mossa nei suoi confronti fino ad ora verà zittita dal coro del centrodestra trionfante. Un Pdl che metterebbe le basi per essere il primo partito italiano per i prossimi venti anni. Se non supera la soglia del 40%, invece, vuol dire che i successi sbandierati da Berlusconi in questi mesi, in realtà, non hanno portato alcun beneficio elettorale a Berlusconi, nonostante i disastri della parte del Pd.

SECONDO ARGINE: PD AL 27%

E' necessario toccare quota 27, oppure fallirla di poco. Se si scende sotto il 25%, si va tutti a casa, e il Pd rischia di non esistere più. Centrare questa soglia vorrebbe dire che esiste una solida base da cui ripartire, da cui ricostruire. Da cui risalire. Insomma perdere 6 punti percentuali è grave ma non irrimediabile, perderne di più manderebbe in crisi il progetto. E molti avrebbero la tentazione di gettare al mare il progetto. 

TERZO ARGINE: il distacco intorno ai 10 punti

Ecco un altro date da tenere d'occhio. Alle politiche scorse il distacco tra Pd e Pdl, nonostante la vittoria di coalizione PdL+LEGA Vs PD+Di pietro fosse netta, i punti di distacco tra Pd e Pdl erano tutto sommato pochi (4 punti circa). Ebbene se questo divario si allargassse fino a diventare di 12 o più punti (40 a 27 o più) allora verrebbe sancità l'impossibilità del Pd di essere un partito a vocazione maggioritaria per il resto dei suoi giorni. Sarebbe un successo mantenere la differenza tra Pd e Pdl sotto i 10 punti.

Amministrative: Firenze Bologna Bari Milano

Sono le amministrative più difficile di sempre per il centrosinistra. Anche qua definiamo un argine. Bisogna mantenere almeno tre delle seguenti quattro amministrazioni: provincia di Milano, comune di Bologna, Firenze e Bari. La provincia di Napoli è ormai persa.

Inutile dire che fallire questi quattro argini - tutti insieme - decreterebbe il caos nell'opposizione almeno fino al congresso di Ottobre.

Comunque di tutto questo - e altro - mi piacerebbe parlare con voi sia oggi che domani. RED ha preparato una maratona che parte domenica alle 22.00 per arrivare alle sera successiva.

Io, personalmente, sarò impegnato dalla mattina del lunedì fino al primo pomeriggio. Sarò in diretta, con il mio pc per aggiornarvi su tutto, con Mario, Alessia, De Amicis e altri ragazzi della redazione di RED. Vediamo se riusciamo a commentare il tutto insieme. Ci si rivede da queste parti.

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5 giugno 2009

Il mio voto alle Europee: Partito Democratico

Ne sono assolutamente convinto: l'unica alternativa possibile a questo declino morale e valoriale che le destre stanno infliggendo a questo paese è il Partito Democratico.

E' chiaro: noi tutti vorremo un partito democratico diverso. Vorremo un partito democratico aperto, con una nuova classe dirigente (che almeno si intraveda), aperto alla democrazia diretta e - soprattutto - realmente democratico al suo interno.

Lo vorremmo semplicemente in grado di assumere posizioni chiare, precise, coraggiose.

Per ora, questo partito democratico non esiste. Ma, fate attenzione. Se vogliamo che questo partito democratico esista, è necessario votarlo oggi.

Se vogliamo che il partito democratico sia un partito - un domani - in grado di portare l'Italia fuori dall'attuale pantano - non possiamo non votarlo oggi. Perché non votarlo oggi ne metterebbe a rischio la sua stessa esistenza. E, se il Pd non andasse avanti, ogni speranza di un'Italia moderna sarebbe persa.

Semplicemente perché non votandolo non solo favoriremmo la trasformazione dell'italia nel paese dei sudditi di Berlusconi, ma anche perché rischieremmo, da qui al congresso di ottobre, di non averlo proprio più il partito democratico.

Ah, le preferenze. Bella domanda. Il Pd ha fatto delle bruttissime liste. E, soprattutto al centro Italia non è semplice trovare quel che cerco io. Probabilmente eviterò di votare espressioni dirette del partito romano (voi sapete perché), o di candidati che sono chiare espressioni di corrente di partito. Esatto, mi rimane solo David Sassoli. Nel suo comitato elettorale, poi, c'è più di qualche amico. E questa è una ragione in più.

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