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  marcoesposito [ il blog di Marco Esposito ]
         


7 agosto 2009

Berlusconi, La Roma e Genova

Dopo qualche giorno di ferie passato a Roma a sistemare un po' di cose che non si riesce mai a sistemare durante l'anno, finalmente si parte, e si torna ad aggiornare il blog.

Volevo dirvi due tre cose prima di darci appuntamento a tra qualche giorno.

La prima riflessione riguarda la Roma, Berlusconi e la nostra informazione. La verità è che ormai, pian piano, chi manovra certi ingranaggi è in grado di farci accettare tutto. Dalla cessione di Aquilani (con mezza tifoseria contenta invece di essere in piazza a protestare) all'ennesimo editto bulgaro di Berlusconi. Con il tempo e con la compiacenza di certa informazione si è in grado di far accettare ai cittadini praticamente ogni cosa. E se quando due legislature fa i girotondi assediavano il parlamento mentre veniva approvato il lodo "maccanico" per l'impunità delle più alte cariche dello stato, qualche mese fa a protestare contro il Lodo Alfano c'erano solo i seguaci di Di Pietro.

Siamo un paes in declino, finanziario, culturale, economico e morale. E una parte della colpa è dell'informazione, spesso troppo poco coraggiosa.

Con una tecnica comunicativa simile, silenziosa ma costante, l'attuale società che controlla l'As Roma è riuscita a far passare come affare la cessione di uno dei migliori talenti italiani, un 25enne cresciuto nel suo viviaio, e - fino a poco tempo fa - dichiarato incedibile.

Noi ci sente da Genova tra una quindicina di gioni, perché da lì il 22 agosto avrà inizio la Festa Democratica Nazionale. E se vi va, visto che tra un po' le notizie on line saranno a pagamento, la commenteremo insieme.

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7 settembre 2008

La stagione dell'Orgoglio democratico

Probabilmente c'è qualcosa di poco sano in me se oggi pomeriggio, un sabato pomeriggio, mi sono sentito quasi due ore di Walter Veltroni intervistato da Enrico Mentana.

Ebbene, io ho visto un buon Veltroni. Non so se siano state le vacanze o l'aver visto e sentito il discorso di Obama a Denver, ma Veltroni mi sembra in ripresa. Ha fatto - attenzione attenzione - un discorso di sinistra. Ha chiamato "Fratelli" gli immigrati che arrivano in Italia.

Il discorso di Veltroni, e i boati della folla di Firenze, mi ha fatto capire una cosa: è arrivato il momento di dare il via alla stagione dell'orgoglio democratico. Si, perché chi ha votato Pd  si è sentito dire di tutto, da destra e da sinistra. Ebbene, dopo quattro mesi di buio pesto, di autoflagellazione, e di calci e di pugni ricevuti, è il momento di rialzare la testa.

Si, è il momento di disegnare l'idea dell'essere democratici. E di essere orgogliosi di farla propria.

Ma mi raccomando: disegnamola bene.

Ps Una cosa voglio sottolineare di quanto hanno detto Veltroni e D'Alema. In modi diversi hanno detto la stessa cosa. E cioè che è arrivata l'ora di  una nuova generazione di dirigenti. "L'erede di Veltroni avrà venti anni meno di me" ha detto D'Alema.  "Il nostro primo scopo è di far strada ad una nuova classe dirigente" ha detto Veltroni ieri.

Insomma, a forza di urlarlo, l'abbiamo fatto entrare in testa proprio a tutti....

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