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  marcoesposito [ il blog di Marco Esposito ]
         


3 luglio 2009

I Piombini e la candidatura di Ignazio Marino

Ho seguito con interesse in ogni sua fase lo sviluppo delle varie iniziative dei Piombini. Ho avuto modo di intervistarne recentemente due tra gli esponenti più importanti: Sandro Gozi e Giuseppe Civati.

Domani alla festa democratica di Roma, Ignazio Marino annuncerà la sua candidatura alla segreteria del Pd in vista del congresso del prossimo ottobre. La sua candidatura sarà appoggiata appunto dal gruppo dei piombini.

Stimo Ignazio Marino, molto. Sono stato molto vicino al suo punto di vista  sul cosidetto tema del "fine vita", e al suo disegno di legge in proposito.

Penso, però, che una figura così particolare com Marino, non propriamente un profilo politico, e, oltretutto, caraterizzato, molto, per alcuni temi non sia l'ideale come segretario di un partito. Esattamente quanto mi aveva detto Sandro Gozi durante l'intervista.

Ma la vera questione che mi pongo in questo momento è un'altra: avrebbero fatto bene i Piombini a dar vita ad una candidatura tutta loro? Io penso proprio di si.

Per due motivi:

1) Io credo che la candidatura di Giuseppe Civati sarebbe stata non solo più rappresentativa ma non meno efficace di quella di Marino. Inoltre avrebbe avuto il pregio di far sì che, finalmente, questa generazione di dirigenti scendesse in campo in prima persona per una battaglia politica all'interno del partito. L'impressione, dall'esterno, è che non sia stata scelta questa strada per mancanza di coraggio. Benché stavolta ci fossero tutti i presupposti per una candidatura di un esponente dei piombini: motivazioni politiche, spazio mediatico, e simpatia della base

2) Goffredo Bettini. Bettini è stato il king maker del modello Roma, di Walter Veltroni e del primi 18 mesi del Pd. Goffredo Bettini non può rappresentare "il nuovo", il cambiamento, l'alternativa a Franceschini, vicesegretario di Veltroni, che appoggia Franceschini. Ritengo che l'appoggio ad una candidatura fortemente voluta da Bettini, sia incompatibile con le idee che sono state portate avanti da questo gruppo di persone.

Penso, sinceramente, che questa scelta, nonostante l'alto profilo del professor Marino, sarà una scelta che peserà negativamente sul tanto auspicato processo di rinnovamento del Pd e che non fa che mettere - ancora una volta - ai margini la generazione dei trentenni e dei quarantenni.

Ma a questo punto, forse, è giusto che questa generazione smetta di chiedere un rinnovamento nel nome del quale non è disposta a rischiare nulla.

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2 luglio 2009

Intervista a Giuseppe Civati

 

L'altro giorno ho intervistato Giuseppe Civati per REDazione Estate. Da quello che ho capito, dopo la rinuncia di Chiamparino, il loro obiettivo sarebbe quello di un ticket con Ignazio Marino, nonostante la presenza di un ingombrante sponsor come Goffredo Bettini. L'alternativa, candidarsi da soli, non mi sembra convinca appieno Civati, pronto a scendere in campo solo a determinate condizioni. Secondo me, più passano i giorni, meno queste condizioni saranno possibili.

La registrazione è stata fatta prima dell'intervista della Serracchiani a Repubblica. Ditemi cosa ne pensate, sia di me, sia dell'intervistato.

Ecco come lo hanno riassunto le agenzie di ieri...

PD: CIVATI, PRONTO A CANDIDARMI, FRANCESCHINI CERCA DIALOGO

<newslink
iptc="11000000">
</newslink>   (ANSA) - ROMA, 1 LUG - "Siamo molto in difficoltà rispetto
alle due candidature già scese in campo. Se ci fosse da parte
del Lingotto una indicazione esplicita nei miei confronti non
avrei problemi a dire di sì". Così il consigliere regionale
lombardo del Pd Giuseppe Civati, risponde a una domanda nel
corso di 'Red-azione estate', su 'Red tv'.
   Interpellato sulle possibilità di un impegno personale nel
prossimo congresso di ottobre, Civati non esclude che la scelta
possa cadere sul suo nome: "Dal Lingotto abbiamo avuto
l'indicazione che è preferibile un terzo candidato, ce lo hanno
chiesto tutti. Stiamo lavorando e ragionando su una terza
candidatura. In tanti ci chiedono un impegno diretto e personale
alla sfida congressuale".
   Quanto ai candidati ad oggi in campo, Civati dice:
"Franceschini e Bersani mi sembravano entrambi molto nervosi al
Lingotto. Li definirei in rodaggio: altri sono stati più
applauditi di loro. Hanno detto poco. E' stata, la loro, una
presenza preoccupata, difficile giudicarli solo da questo". Ma
a Franceschini l'esponente del gruppo dei cosiddetti 'piombini',
riconosce "da tempo la ricerca di un dialogo nei nostri
confronti".
   "Per due anni ci hanno preso in giro - conclude Civati -
hanno parlato di partito federale e non abbiamo visto niente di
tutto questo, hanno parlato di risorse da destinare alla base,
ma c'é un rimborso elettorale multimilionario che non si
capisce come venga speso, e questo partito ha tutte le tessere
in provincia di Napoli, tessere fatte al telefono e vorrei
capire come questo sia stato possibile. Il regolamento poi è
una vergogna: un accrocchio inverosimile tra congresso e
primarie, che terrà aperta una discussione per quattro mesi".

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