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  marcoesposito [ il blog di Marco Esposito ]
         


13 luglio 2009

Beppe Grillo si candida alle primarie del Pd, conservatori e progressisti

Il Partito Democratico non è più solo un partito. E' ormai molto altro. E' un genere letterario, ma se volete anche un film, meglio uno di quei film seriali, quasi una fiction.

Lost, Il dottor house, e poi il Partito Democratico. Libri, trasmissioni televisive, c'è ormai un ampio filone letterario e televisivo su questo partito. Ieri si è aggiunta un'ultima, nuova, divertente puntata.

Molti miei amici e colleghi "della politica", un po' si indignano e sembrano vivere con noia e preoccupazione il congresso. Io confesso, mi diverto parecchio, e questa nuova pagina di Grillo, rischia di farmi divertire ancora di più.

Nel Pd, più o meno tutti, hanno preso male la cosa. Come una sorta di attacco alla "serietà" e integrità del partito. Già arrivano, mi par di capire, chiusure sulla sua possibile iscrizione.

E invece, secondo me, il Pd farebbe bene ad accettare la sfida/provocazione di Grillo Chiudergli la porta in faccia, attaccandosi ad un qualsiasi - pur plausibile - codicillo dello statuto farebbe apparire, ad una parte dell'opinione pubblica - il Pd come il solito partio burocratico e chiuso in se stesso.

Ma che si provi a fregarlo Grillo: si accetti la sua candidatura, e poi vediamo quali risultati otterrebbe. E se arrivasse ultimo anche questa volta come succede molto spesso quando presenta le sue "liste a cinque stelle" nei comuni? E se portasse delle persone ora lontane dal Pd ad iscriversi al partito democratico e poi il pd riuscisse a "farle sue", non sarebbe questo il migliore dei risultati possibili?

Temo che il Pd non avrà il coraggio di accettare la sfida. E mi dispiace che il primo NO, categorico, sia arrivato proprio da Piero Fassino, coordinatore della mozione Franceschini. E' ormai chiaro a tutti, che la mozione Franceschini, ormai appaia come la più confusa e meno coesa, ma anche quella meno innovativa. Se Bersani, per dirla alla Zoro, punta a rifare il PCI, e Marino punta a fare un partito che ha nella laicità la sua bandiera (per certi versi rivoluzionaria), mi sembra che alla candidatura dell'attuale segretario, oltre all'immagine sbiadita della Serracchiani, rimanga ben poco di "nuovo" o di indice di "cambiamento". Anzi, mi sembra proprio che tra il sostegno della Binetti e il No di Fassino, la candidatura Franceschini sia quella con meno appeal verso la rete, e quella meno affascinante verso la fascia di elettorato più giovane.

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24 giugno 2009

REDazione: Intervisto Sandro Gozi

Dopo tanto prepararla per gli altri, oggi è toccato a me condurla. Sto parlando di REdazione, il programma del mattino di RED, quello condotto dai Direttori. Ospite  era Sandro Gozi, deputato del Pd, ed esponente del gruppo dei cosiddetti "Piomibini". Nella prima parte abbiamo analizzato il voto, nella seconda siamo andati sul prossiimo congresso del Pd e sull'appuntamento del Lingotto del prossimo 27 giugno.

Se vi va, ditemi che ve ne pare...

 

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15 giugno 2009

Il Partito Democratico e tanto altro...

Ci sono un po' di cose che vorrei commentare con voi....

1) Pd: ormai ci siamo. Sono pronti i blocchi di partenza. La corsa alla segreteria è già partita. E si stanno componendo le squadre. Per ora sembra andare a delinearsi la squadra di PierLuigi Bersan. O almeno di quelli che lo sosterrano. O che dicono che lo faranno. In questi ultimi due giorni si sono palesati accanto a Bersani sia D'Alema, sia - proprio domenica - Enrico Letta. E' facile ipotizzare che gran parte dell'area ex Diessina possa convergere su questa candidatura. Ora si aspetta di chiarire definitivamente la posizioe di Dario Franceschini. Fino ad oggi il segretario del Pd ha sempre detto che non si sarebbe candidato. Ma sembra sempre più difficile crederlo. Federica Mogherini, scrive sul suo facebook: "Penso che Dario dovrebbe candidarsi al congresso". E' ovvio e scontato che i popolari - Fioroni in testa - la pensino come lei. E sembra di capire che sulla stessa linea, opposta (GUARDA CASO!) a quella dalemiana si muovano i Veltroniani. Che pensano di creare un ticket Franceschini-Serracchiani. Dove la Serracchiani, nella visione da gadget che Veltroni ha dei "giovani" in politica, rappresenterebbe quella spruzzata di novità da esibire verso gli elettori.

A questo punto c'è da chiedersi prima di tutto quando Franceschini scioglierà la riserva (dopo i ballottaggi, sperando in un buon risultato?), e cosa faranno le altre "anime" del Pd: Rutelliani in testa.

Veniamo ad altro

2) Valentino Rossi. Allora: io non capisco niente di motociclismo. Però quando una cosa è bella, la sanno riconoscere tutti. E proprio il fatto che l'oggettività della sua bellezza e della sua realizzazione sono apprezzabili da tutti, rende questa cosa ancor più speciale. E' successo ieri, durante il Gp di Barcellona del MotoGP, dove Valentino Rossi, sfidando la fisica, ha superato Lorenzo, suo compagno di squadra della Yamaha, all'ultima curva. Da urlo.

3) Per i calciofili: tranquilli. Non ci sono problemi, quest'anno niente rischio di astinenza. Ieri è partita la confederations Cup: l'antipasto dei mondiali del prossimo anno. Stasera c'è Italia-Usa, ma domenica c'è Italia-Brasile, che è sempre un bel vedere. Poi oggi parte il campionato europeo under 21, che finisce a fine mese. E a fine mese, primi giorni di luglio, iniziano i ritiri delle squadre, soprattutto quelle impegnate nei turni preliminari della Uefa League. Il campionato riprende il 23 agosto e poi tutto d'un fiato verso il mondiale del 2010 in SudAfrica.

4) Theran. Alzi la mano chi di voi in questi due giorni non ha passato qualche minuto a pensare a quello che sta accadendo in Iran. Peccato che il nostro ministro degli Esteri non riesca ad andare oltre un semplice dirsi "preoccupato".

5) Il delirio di Berlusconi è ormai assoluto. Sabato ha detto ai giovani industriali di non dare pubblicità ai giornali "catastrofisti". Poi precisa di aver detto di "non dare spazio a Franceschini, il leader dell'opposizione (ma forse la toppa è peggio del buco!)

Ma voi guardatevi l'ultimo giro di Valentino Rossi e Lorenzo:

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10 giugno 2009

Il modello Serracchiani

Debora Serracchiani non è un genio della politica. Debora Serracchiani non sarà il futuro segretario del Partito Democratico, e non sarà il futuro leader di nulla. Non ha particolari doti politiche, ma è stata, insieme a Sassoli, uno dei pochi elementi positivi di questa tornata elettorale del Pd.

Eppure una ragazzadi 38 anni, sconosciuta fino a pochi mesi fa, ha battuto Berlusconi nel gioco delle preferenze in Friuli Venezia Giulia. Quali sono - quindi, le qualità che hanno permesso alla Serracchiani di fare questo exploit?

E' molto semplice. La vera forza della Serracchiani è l'essere nuova. Esattamente. Per suscitare entusiasmo nei simpatizzanti del partito democratico - depressi da un anno di lotte intestine da parte dei suoi dirigenti - è bastato un discorco fatto bene, un viso nuovo e un po' di chiarezza di idee per sbancare le urne.

Forse questo dovrebbe far riflettere i dirigenti del Partito Democratico. Solo dal rinnovamento può partire - di slancio - il progetto del partito democratico. Serve una nuova classe dirigente. L'attuale dirigenza ha un solo - ma importante - scopo in questo momento. Quello di scovare la nuova classe dirigente. Poi possiamo metterli in bacheca come si fa con i grandi maestri.

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8 giugno 2009

Europee 2009: la Frenata di Silvio Berlusconi

Le elezioni Europee hanno dato alcuni risultati importanti. Il primo e più importante dato è che Silvio Berlusconi non ha sfondato. Il risultato plebiscitario che il Cavaliere cercava non è arrivato.

Il Pd ha avuto una performance dignitosa. Un risultato che in qualche modo identifica lo zoccolo duro del partito. Su cui è possibile costruire. Comunque, il Pd è vivo. Questo è quello che contava.

Gli argini di cui parlavamo l'altro giorno, hanno resistito. Ben tre argini su 4 hanno tenuto, domani verificheremo il quarto.

I rapporti di forza all'interno della maggioranza sono cambiati: le Lega ora pesa ancora di più.

L'affluenza alle urne: è calata in maniera impressionante al sud. Mezzo paese non crede più nella politica romana. E' importante che il Pd apre un nuovo rapporto con il mezzogiorno d'Italia. E' la prima urgenza per costruire un Pd ad ampio respiro.

Domani sarà il giorno delle amministrative. Chi vorrà potrà seguirle su REDtv dalle 10 fino al tardo pomeriggio.

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7 giugno 2009

Elezioni Europee ed amministrative 2009: difendere gli argini

Queste elezioni saranno elezioni di grande sofferenza per il partito democratico. Non può che essere così visto che il segretario che doveva costruirlo questo partito ha deciso di gettare la spugna appena qualche mese fa. E quindi sono una tornata elettorale da giocare in difesa, contro il nuovo partito guidato da Silvio Berlusconi, il PdL, nato per aggreggare la maggioranza degli italiani.

E allora, così come faceva la juve del Trap o l'Italia di Bearzot, la tattica di questa tornata elettorale sarà il catenaccio. Difendere la porta nel calcio, difendere gli argini nelle elezioni.

PRIMO ARGINE: PDL E 40%

E' uno dei grandi interrogativi di queste elezioni. Il Popolo delle Libertà sfonderà la soglia del 40%? Gli ultimi sondaggi danno questa quota in pericolo, anche se c'è una corsa clandestina americana che prevede un Pdl al 45%!!!

Il Pd deve tenere il PdL sotto questa soglia, o comunque tale muro non deve essere superato di più di qualche punto percentuale. In caso contrario Berlusconi avrà vinto, avrà sfondato, e qualsiasi obiezione mossa nei suoi confronti fino ad ora verà zittita dal coro del centrodestra trionfante. Un Pdl che metterebbe le basi per essere il primo partito italiano per i prossimi venti anni. Se non supera la soglia del 40%, invece, vuol dire che i successi sbandierati da Berlusconi in questi mesi, in realtà, non hanno portato alcun beneficio elettorale a Berlusconi, nonostante i disastri della parte del Pd.

SECONDO ARGINE: PD AL 27%

E' necessario toccare quota 27, oppure fallirla di poco. Se si scende sotto il 25%, si va tutti a casa, e il Pd rischia di non esistere più. Centrare questa soglia vorrebbe dire che esiste una solida base da cui ripartire, da cui ricostruire. Da cui risalire. Insomma perdere 6 punti percentuali è grave ma non irrimediabile, perderne di più manderebbe in crisi il progetto. E molti avrebbero la tentazione di gettare al mare il progetto. 

TERZO ARGINE: il distacco intorno ai 10 punti

Ecco un altro date da tenere d'occhio. Alle politiche scorse il distacco tra Pd e Pdl, nonostante la vittoria di coalizione PdL+LEGA Vs PD+Di pietro fosse netta, i punti di distacco tra Pd e Pdl erano tutto sommato pochi (4 punti circa). Ebbene se questo divario si allargassse fino a diventare di 12 o più punti (40 a 27 o più) allora verrebbe sancità l'impossibilità del Pd di essere un partito a vocazione maggioritaria per il resto dei suoi giorni. Sarebbe un successo mantenere la differenza tra Pd e Pdl sotto i 10 punti.

Amministrative: Firenze Bologna Bari Milano

Sono le amministrative più difficile di sempre per il centrosinistra. Anche qua definiamo un argine. Bisogna mantenere almeno tre delle seguenti quattro amministrazioni: provincia di Milano, comune di Bologna, Firenze e Bari. La provincia di Napoli è ormai persa.

Inutile dire che fallire questi quattro argini - tutti insieme - decreterebbe il caos nell'opposizione almeno fino al congresso di Ottobre.

Comunque di tutto questo - e altro - mi piacerebbe parlare con voi sia oggi che domani. RED ha preparato una maratona che parte domenica alle 22.00 per arrivare alle sera successiva.

Io, personalmente, sarò impegnato dalla mattina del lunedì fino al primo pomeriggio. Sarò in diretta, con il mio pc per aggiornarvi su tutto, con Mario, Alessia, De Amicis e altri ragazzi della redazione di RED. Vediamo se riusciamo a commentare il tutto insieme. Ci si rivede da queste parti.

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22 febbraio 2009

Franceschini a Antonello Soro: Ho aiutato Parisi a raccogliere le firme

 



E' normale? Ha fatto benissimo?
E' uno scandalo? E' una farsa?

A voi ogni commento.

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30 dicembre 2008

Che 2008 è stato

Il 2008 è stato un bell'anno. Un anno di "avanzamento", in tutti i campi, un bell'anno.

E' stato l'anno del trasloco e della nuova casa, ma soprattuttoè stato l'anno in cui è nato Luca Esposito, il secondo nipote, quello maschio, il primo cazzetto della nuova generazione esposito.

Queste due cose sono legate tra loro, Luca è nato il 20 Gennaio e io ho dormito nella nuova casa per la prima volta proprio la sera di quel giorno.

E' stato l'anno in cui amicizie e conoscenze nuove si sono intensificate e divenute più solide. Forse, questo è uno dei cambiamenti più belli del 2008, la nascita di nuove amicizie, di nuove frequentazioni, che sono andate a miscelarsi con le vecchi amicizie.

Nella politica è stato l'anno nero del Pd: sconfitta alle elezioni politiche, implosione dei principi che lo avevano generato, rinnegazione delle Primarie come selezione delle classi dirigenti, previsioni fosche per il 2009. Doveva essere l'anno di Veltroni, è stato l'anno di Berlusconi. Ma in politica è stato soprattutto l'anno di Barack Obama, la speranza dei democratici di tutto il mondo.

Nello sport è stato l'anno dello scudetto mancato della Roma. Per tanti motivi, per errori propri e per errori di altri (Rosetti su tutti)

Nel lavoro è stato l'anno di RED. E' vero abbiamo fatto tante altre cose: abbiamo seguito il tour di Veltroni, abbiamo fatto la maratona elettorale, ma questo rimane l'anno della trasformazione in RED, del cambio della sede, delle nuove trasmissioni.

E' stato un cambiamento positivo per noi. E' stato anche, secondo alcuni, l'anno della concorrenza con la tv "cugina", youdem. Ecco, credo che questi primi due mesi siano serviti a chiarire proprio questo: non esiste alcuna concorrenza con youdem; la tv del Pd non è un nostro competitor, i nostri competitor sono altri: rainews 24, per esempio. 

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17 dicembre 2008

Il PD in Stato Comatoso

Dopo il tonfo d’Abruzzo sulla strada del PD c’è un cadavere da sgombrare, ma non è quello del solito Veltroni. È il corpo inerte e collettivo di quello che dovrebbe essere un gruppo dirigente, se solo mostrasse di reagire agli eventi come un qualsiasi essere vitale. Al vertice del PD si attende invece il compiersi della catastrofe nella più totale passività, perché ognuno è convinto di poter ricavare il proprio piccolo tornaconto dal corso naturale degli eventi. (Andrea Romano per il riformista)


Difficile essere più chiari di così. Il partito democratico può vivere solo e soltanto attraverso una nuova generazione di dirigenti. Ma anche la direzione di venerdì, sarà solo e soltanto l'ennesimo armistizio tra i soliti capicorrente.

Non sembra possibile, ma è proprio impossibile per loro guardare al di là del proprio naso. Il loro unico scopo è rimanere al loro posto.

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1 dicembre 2008

Primarie a Roma, solidarietà a Roberto Giachetti



" A quel punto mi sono rivolto alla presidenza per iscrivermi a parlare in coda agli interventi restanti, per lasciare agli atti che vi era anche questa mia proposta, la quale, come le altre, avrebbe dovuto essere sottoposta al vaglio degli organi nazionali. La mia iscrizione a parlare è stata accettata dalla Presidenza, che non ha mai dichiarato chiusa la possibilità di iscriversi a parlare; alle 22.15, concluso l’ultimo intervento, mi accingevo a prendere la parola quando il Coordinatore del partito “democratico” di Roma si è impossessato del microfono e mi ha impedito fisicamente di parlare, sotto gli occhi di tutta la presidenza compreso il Segretario regionale. Ho iniziato ad urlare che questo non si poteva fare, che non mi si poteva impedire di parlare. Ho urlato questa frase per 5 minuti di fila (“non puoi non farmi parlare”), ma con protervia il Coordinatore cittadino ha chiuso l’Assemblea senza che io potessi svolgere il mio intervento.
Questo ad oggi è il Partito “democratico” di Roma." (
Roberto Giachetti)

Tutta la mia solidarietà a Roberto Giachetti, arrivato al quindicesimo giorno di sciopero della fame nella, per ora vana, richiesta di Primarie per l'indicazione del nuovo segretario romano del partito Democratico.

Il Lazio già vanta l'unico segretario regionale, quel Roberto Morassut protagonsita di una storica puntata di Report, ora si vorrebbe far rieleggere dalla medesima platea che un anno fa scelse di affidare l'incarico di coordinatore a Milana nel modo che sappiamo, con due grossi problemi:

1) Gli attuali vertici romani del partito democratico sono reduci da una sconfitta elettorale mostruosa. E nessuno ha avuto il coraggio di dimettersi.

2) Quella platea di allora non è stata in alcun modo integrata da persone nuove, arrivate tramite primarie.

Oggi, Milana, vorrebbe farsi rieleggere, con gli stessi mezzucci di sempre. Anche per questo motivo, fosse l'ultima cosa politica che faccio, oggi pomeriggio sarò, insieme a "quelli che vogliono le primarie a Roma", al teatro Due a Via Dei Due Macelli 37.

Ma di tutto ciò, Veltroni, che dice?

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