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  marcoesposito [ il blog di Marco Esposito ]
         


29 settembre 2009

Zemanlandia, intervista a Zdenek Zeman

Serviva un evento un po' speciale per tornare a scrivere su questo blog. Era un po' che non scrivevo e il destino mi è venuto incontro.

Infatti, lunedì scorso alla casa del Cinema a Roma, è stato presentato Zemanlandia un film dedicato all'epopea del Foggia di Zdenek Zeman. Il film, della durata di 45 minuti circa, è molto carino, e racconta gli anni irripetibili del Foggia Calcio attraverso una partita a carte tra i protagonisti dell'epoca e l'intervista di Casillo, allora presidente della squadra pugliese, a Zeman.

Il film è molto ironico, divertente e da non perdere per i patiti di Zeman. Sì, perché vi sfido a trovare un altro allenatore in grado di attirare così tanto l'attenzione come il boemo pur non calcando la scena del grande calcio da tanti anni. Erano tantissime le televisioni e i giornalisti preseti, tutti lì per parlare con il boemo.

Ebbene si, perché il Boemo è un personaggio assolutamente affascinante. Affascinante il suo calcio, il suo calcio limite. Fatto di velocità, di tagli, con la linea difensiva alta, con il fuorigioco, il pressing, l'attaccare, sempre e comunque.

Il gioco di Zeman non era solo tattica calcistica. Era una filosofia. La filosofia del bene, del coraggio, dell'onesta, della trasparenza, dell'integrità, dell'estreme conseguenze delle proprie idee, della pulizia. Tutto il contrario del calcio italiano, sparagnino, furbo, votato alla simulazione.

Poteva Zeman imporre una filosia del genere in questa piccola terra italica? Ovviamente no. In questo paese vince chi fa il furbo, chi fa melina quando vince, chi si butta in aria di rigore. Poteva essere l'Italia il paese di chi predica il bel gioco sempre e comunque? No, è piuttosto la terra di chi consegne le tesserine telefoniche svizzere ad arbitri compiacenti, magari da chiudere in uno sgabuzzino se non obbediscono.

Tutta questa tirata su Zeman, per dirvi una cosa. Mi sono tolto 'sto sfizio, e l'ho intervistato. Non è semplice intervistare Zeman: parla pianissimo. Talmente piano che io, che era a venti centimentri dalla sua bocca non sentivo le risposte. Inoltre ci sono i silenzi...da riempire in qualche modo...

Abbiamo parlato di doping, di Juve e di mourinho, di Cassano e delle nazionale.

L'intervista l'abbiamo fatta con una telecamera che trasmettava via skype. 

 

Ps: la prima domanda - diciamo la verità - era dovuta alla circostanza, era destinata al taglio sin dalla partenza...

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8 gennaio 2008

Processo GEA: cambia il collegio giudicante, arriva un magistrato indagato da De Magistris

C'è una novità nel processo GEA, quello a carico della società di procure dei "figli di". Tra gli indagati Alessandro Moggi, Zavaglia, Davide Lippi.

Qual'è la novità? è cambiato il collegio giudicante. Tra i tre nuovi giudici spicca la presenza di Felicia Genovese, procuratore di Potenza trasferito dal Csm perché indagato a Catanzaro dal Pm De Magistris.

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7 giugno 2007

Rigore

In attesa che nasca un mio nuovo blog (molto più "mirato" di questo) vi posto qualcosa che in quella che sarà la mia nuova casa sul web, troverete spesso....

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28 dicembre 2005

Roma-Napoli a porte chiuse e un calcio sempre più malato

Il mio momento di pessimismo e poca passione verso il calcio continua. Dopo quello che vi ho scritto ieri, è di oggi la notizia che Roma-Napoli si gioca a porte chiuse per motivi di sicurezza. E' la fine della civiltà, e l'inizio della Paura con la P maiuscola. Che si debba giocare a porte chiuse un ritorno di coppa Italia senza più alcuna storia, la Roma ha vinto 3-0 l'andata a Napoli, è il segno che il calcio è in mano a un migliaio di deficienti. A questa partita avrebbero assistito pochissime persone, al massimo cinquemila persone. Eppure il prefetto Achille Serra ha preferito farla giocare a porte chiuse. Due riflessioni.
1) Se la partita fosse stata importante e con una grande affluenza di pubblico, le stesse ragioni di sicurezza avrebbero consentito la chiusura dello stadio al pubblico oppure, anche per via del maggior incasso prevedibile, la partita sarebbe stata giocata comunque?
2) Parliamo di questo odio tra romani e napoletani. Sono romano, nato e cresciuto nella capitale da due genitori di origini napoletane, e mi chiamo esposito. Non posso non fare notare come nella mia città, Roma, ci sia da qualche anno un'incredibile odio verso "i napoletani". "Napoletano", è diventato un insulto. Si usa la parola Napoletano come aggettivo per denigrare qualcuno, per dirgli che è un ladro, un imbroglione, un incivile. Ormai, la cosa è passata, nel linguaggio comune è così. D'altra  parte non posso non ricordarmi l'accoglienza riservata ai miei amici quando sono arrivati a Napoli nel 2001 per la partita che doveva consegnare lo scudetto alla Roma. 
Di questo odio non se ne può più, è ora di fermare questa faida tra due tifoserie che una volta erano gemellate.   

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13 novembre 2005

Declino azzurro.

Sabato sera l'Italia ha vinto un'importante partita amichevole per 3-1, ha battutto l'Olanda di Marco Van Basten, seconda nella classifica Fifa dietro il Brasile dei fenomeni, per 3-1 all'Amsterdam Arena. Io non ho visto la partita. Ero a cena a casa della mia amcia Sandra con altri amici. Nessuno ha chiesto di accendere la tv. Nessuno durante la serata ha chiesto il risultato.
Stammattina scopro che l'italia ha vinto 3-1. Compro il corriere dello Sport per leggere come è nata questa vittoria. Alle pagine 2 e 3  c'è il reportage intero della partita di Antonio Cassano con la primavera della Roma; a pagina 4 e 5 la presentazione delle partite Roma-Juve e Fiorentina-Milan; a pagina 6 i Romanisti di tuti i tempi, a pagina 7 un'analisi sulla difesa dell'Italia, a pagina 8 la presentazione dei Derby Allievi e Giovanissimi: Poi finalmente a pagina 14 trovo l'articolo sull'Italia. Pagina 14. Mi sembra una scelta giornalistica molto discutibile. Mi chiedo, ma se l'Italia avesse vinto ad Amsterdam con un cucchiaio di Totti, a che pagina avremmo trovato l'amichevole degli azzurri?

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