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La crisi del Pd, esiste ancora un partito democratico?

Mai avrei pensato di vedere un Partito Democratico così ridotto quel 14 ottobre 2007. E tutto a soli 16 mesi dalla sua fondazione. Sedici mesi nerissimi, dove, giorno dopo giorno, l'attuale classe dirigente del Pd ha affossato il nuovo progetto politico.

La sconfitta in Sardegna è pesantissima. Il Pd perde 11 punti rispetto alle politiche, Soru non è stato confermato come presidente della Regione, e, soprattutto le due coalizione sono separate da ben 15 punti (solo 6 punti il distacco tra Soru e Cappellacci).

E' una sconfitta dalle dimensioni devastanti, pesantissima, che mette in ginocchio il già precario equilibrio del partito democratico. Una sconfitta così enorme da mettere in dubbio perfino la futura esistenza del partito democratico.

Bisogna che una cosa sia chiara a tutti. Il partito democratico ha bisogno di un forte segnale di discontinuità. E non parlo solo della segreteria. Sarebbe troppo facile. Il problema non è sostituire Veltroni. Il problema è portare aria fresca e nuova al nazareno.  Questa classe dirigente ha fallito anche la sua ultiima chanche. Il partito democratico, l'eredità generazionale che avrebbero dovuto lasciare ad una  nuova generazione di dirigenti, sta per sparire.

Per salvarlo è necessario, oggi, dare il via al cambio della guardia. Altrimenti, dopo la catastrofe delle Europee rimarranno solo cocci.

Dal coordinamento del partito di oggi, mi sembra doveroso aspettarsi decisioni importanti.

Pubblicato il 17/2/2009 alle 1.32 nella rubrica Diario.

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