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Il mio voto alle Europee: Partito Democratico

Ne sono assolutamente convinto: l'unica alternativa possibile a questo declino morale e valoriale che le destre stanno infliggendo a questo paese è il Partito Democratico.

E' chiaro: noi tutti vorremo un partito democratico diverso. Vorremo un partito democratico aperto, con una nuova classe dirigente (che almeno si intraveda), aperto alla democrazia diretta e - soprattutto - realmente democratico al suo interno.

Lo vorremmo semplicemente in grado di assumere posizioni chiare, precise, coraggiose.

Per ora, questo partito democratico non esiste. Ma, fate attenzione. Se vogliamo che questo partito democratico esista, è necessario votarlo oggi.

Se vogliamo che il partito democratico sia un partito - un domani - in grado di portare l'Italia fuori dall'attuale pantano - non possiamo non votarlo oggi. Perché non votarlo oggi ne metterebbe a rischio la sua stessa esistenza. E, se il Pd non andasse avanti, ogni speranza di un'Italia moderna sarebbe persa.

Semplicemente perché non votandolo non solo favoriremmo la trasformazione dell'italia nel paese dei sudditi di Berlusconi, ma anche perché rischieremmo, da qui al congresso di ottobre, di non averlo proprio più il partito democratico.

Ah, le preferenze. Bella domanda. Il Pd ha fatto delle bruttissime liste. E, soprattutto al centro Italia non è semplice trovare quel che cerco io. Probabilmente eviterò di votare espressioni dirette del partito romano (voi sapete perché), o di candidati che sono chiare espressioni di corrente di partito. Esatto, mi rimane solo David Sassoli. Nel suo comitato elettorale, poi, c'è più di qualche amico. E questa è una ragione in più.

Pubblicato il 5/6/2009 alle 0.23 nella rubrica Diario.

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