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Zemanlandia, intervista a Zdenek Zeman

Serviva un evento un po' speciale per tornare a scrivere su questo blog. Era un po' che non scrivevo e il destino mi è venuto incontro.

Infatti, lunedì scorso alla casa del Cinema a Roma, è stato presentato Zemanlandia un film dedicato all'epopea del Foggia di Zdenek Zeman. Il film, della durata di 45 minuti circa, è molto carino, e racconta gli anni irripetibili del Foggia Calcio attraverso una partita a carte tra i protagonisti dell'epoca e l'intervista di Casillo, allora presidente della squadra pugliese, a Zeman.

Il film è molto ironico, divertente e da non perdere per i patiti di Zeman. Sì, perché vi sfido a trovare un altro allenatore in grado di attirare così tanto l'attenzione come il boemo pur non calcando la scena del grande calcio da tanti anni. Erano tantissime le televisioni e i giornalisti preseti, tutti lì per parlare con il boemo.

Ebbene si, perché il Boemo è un personaggio assolutamente affascinante. Affascinante il suo calcio, il suo calcio limite. Fatto di velocità, di tagli, con la linea difensiva alta, con il fuorigioco, il pressing, l'attaccare, sempre e comunque.

Il gioco di Zeman non era solo tattica calcistica. Era una filosofia. La filosofia del bene, del coraggio, dell'onesta, della trasparenza, dell'integrità, dell'estreme conseguenze delle proprie idee, della pulizia. Tutto il contrario del calcio italiano, sparagnino, furbo, votato alla simulazione.

Poteva Zeman imporre una filosia del genere in questa piccola terra italica? Ovviamente no. In questo paese vince chi fa il furbo, chi fa melina quando vince, chi si butta in aria di rigore. Poteva essere l'Italia il paese di chi predica il bel gioco sempre e comunque? No, è piuttosto la terra di chi consegne le tesserine telefoniche svizzere ad arbitri compiacenti, magari da chiudere in uno sgabuzzino se non obbediscono.

Tutta questa tirata su Zeman, per dirvi una cosa. Mi sono tolto 'sto sfizio, e l'ho intervistato. Non è semplice intervistare Zeman: parla pianissimo. Talmente piano che io, che era a venti centimentri dalla sua bocca non sentivo le risposte. Inoltre ci sono i silenzi...da riempire in qualche modo...

Abbiamo parlato di doping, di Juve e di mourinho, di Cassano e delle nazionale.

L'intervista l'abbiamo fatta con una telecamera che trasmettava via skype. 

 

Ps: la prima domanda - diciamo la verità - era dovuta alla circostanza, era destinata al taglio sin dalla partenza...

Pubblicato il 29/9/2009 alle 23.54 nella rubrica sport.

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